martedì 13 aprile 2010

Migrazioni

Ciao a tutti,
vi avviso che è in corso il conto alla rovescia.
Il blog è stato migrato all'indirizzo:

http://lovatomarco.blogspot.com/

il 31-03-2010 questo blog non sarà più attivo, perciò aggiornate i link!

L'amministratore

mercoledì 7 aprile 2010

Everybody Hurts - REM

When the day is long and the night, the night is yours alone,
When you're sure you've had enough of this life, well hang on
Don't let yourself go, everybody cries and everybody hurts sometimes

Sometimes everything is wrong. Now it's time to sing along
When your day is night alone, (hold on, hold on)
If you feel like letting go, (hold on)
When you think you've had too much of this life, well hang on

'Cause everybody hurts. Take comfort in your friends
Everybody hurts. Don't throw your hand. Oh, no. Don't throw your hand
If you feel like you're alone, no, no, no, you are not alone

If you're on your own in this life, the days and nights are long,
When you think you've had too much of this life to hang on

Well, everybody hurts sometimes,
Everybody cries. And everybody hurts sometimes
And everybody hurts sometimes. So, hold on, hold on
Hold on, hold on, hold on, hold on, hold on, hold on
Everybody hurts. You are not alone


http://www.youtube.com/watch?v=pudOFG5X6uA

mercoledì 30 dicembre 2009

Un'inguaribile ecologista...

...secondo me dovrebbero fare i preservativi biodegradabili!!!

E.M.

sabato 26 dicembre 2009

Senza titolo

Sfatto dai fasti delle feste

domenica 20 dicembre 2009

Al Charles De Gaulle airport è già Natale

Pronti, partenza, via.
Di nuovo in viaggio, destinazione Istanbul. Sono emozionato, conosco le mie compagne di viaggio in aeroporto, è la prima volta che esco dalla conosciuta Europa.
Ho il passaporto in tasca, continuo a toccarlo nervoso. Non dovrebbe servire, ma è sempre meglio averlo.
Facciamo scalo a Parigi, è il 3 dicembre ma all'aeroporto internazionale è già Natale. Natale per ricchi, mi piaceva una cintura ma non riuscivo nemmeno a contare gli zeri...
Si riparte, azioni collaudate mi permettono di non fermarmi troppo ai chek-in, la tensione comunque è palpabile, sotto le feste i controlli aumentano.
Arriviamo ad Istanbul, è già sera e non vediamo nulla. Ci immergiamo nelle viscere della metro e ci facciamo trasportare fino alla stazione degli autobus. Riemergiamo sotto una pioggerellina fastidiosa, attaccati da tassisti e venditori di camere d'hotel. Scappiamo muti, ed in lontananza ci giungono gli echi degli ultimi tentativi di approccio nella nostra lingua natale. Probabilmente abbiamo scritto in fronte italiani...
Restiamo ad aspettare in una fumosa stanza l'arrivo del primo bus, quello delle 05:40. Dopo un sonno nervoso riusciamo a partire. Ogni tanto apro gli occhi e vedo soldati con il mitra. Preferisco non guardare, chiudo gli occhi e mi riaddormento. Dopo un viaggio interminabile arriviamo a destinazione a mattina inoltrata. La temperatura è mite, e la cittadina di Eceabat appare tranquilla. Dopo una doccia facciamo un giro turistico. C'è poco da vedere e dopo poco ci rifugiamo in albergo in attesa degli altri gruppi che sarebbero arrivati alla spicciolata.
Lo scambio culturale è stato un relativo fiasco, poteva essere organizzato meglio. Ciononostante abbiamo conosciuto persone interessanti, ci siamo confrontati con diverse culture, abbiamo visto luoghi che non conoscevamo e sentito raccontare parti di storia sconosciute. Inoltre abbiamo imparato un sacco di errori in inglese.... ;)
Una cosa degna di nota è il cibo, davvero prelibato, peccato che dopo una settimana, di regime alimentare poco vario, abbiamo avuto tutti la malattia del viaggiatore. Poco male, ci siamo ripresi in fretta.
Abbiamo anche visitato Canakkale, sulla sponda asiatica dei Dardanelli, ed è stata la mia prima volta in Asia. Diciamo che non si sentiva la differenza con l'Europa, ma era divertente sapere di essere in un altro continente. Il traghetto che faceva spola nello stretto, funzionava a copertoni: faceva puzza e sprigionava nell'atmosfera un denso fumo nero...
Prima di tornare in patria ci siamo permessi il lusso di fermarci un giorno e mezzo a visitare Istanbul. All'inizio non mi aveva colpito favorevolmente, vuoi a causa della stanchezza, vuoi a causa del clima artico. Ma dopo un sonno ristoratore e la svolta climatica ho cominciato ad apprezzare la città fino ad innamorarmene il giorno seguente al Gran Bazaar! Non trovo le parole per descriverlo, dovete andare a vederlo!
Un bacio a tutti...

Incompiuta

Anca stano semo rivà alla conclusiòn
e scrivare dò parole me sembra 'na bona assiòn,
de robe ghin sarìa da dir davero tante
ma de ognuno sarchemo la carateristica pì importante.

Cossa dire del "Bert", a scola l'è bravo e la fà con dedissiòn,
ma xe i rally la sò vera passiòn!

Cossa dire de "Bruno", vegner zò da Recoaro ogni matina ghe toca,
par ciapàr parole ogni volta che verze boca,
Ogni dì sul computer el se da tanto da fare,
ma non impara l'inglese e la Lucchetta fà bestemare...

Cossa dire del "Condor", tonno e savoiardi el magna ogni matina,
che lo fà singhiossare ogni volta che dà una sbirciatina.

Cossa dire de "Seeeella", el ghea mena alle toxe ad ogni occasione,
ma xe il colletto la so vera ossesione.

Cossa dire del "Santa", col beve el ne mete in agitassiòn,
el core tra i boschi con ignota destinassiòn!


Diplomati 5TA, Tron...mai finita...

venerdì 18 dicembre 2009

L'amore è come la tettonica a placche

Ciao a tutti piccolo pubblico,
oggi facciano una piccola lezione di amorogenesi...
Immaginiamo che le persone siano placche, e che una coppia sia formata da due zolle adiacenti.
Naturalmente ci sono attriti tra i margini che vengono limati con il tempo, in questo caso si tratta di margini a scorrimento laterale o conservativi.
Ma molto spesso la natura dei rapporti è molto più simile ai margini convergenti. In questo caso le conseguenze dipendono dal tipo di crosta delle placche collidenti. Quando una placca oceanica molto densa si scontra con una continentale meno densa, quella oceanica solitamente scende in profondità, al di sotto di quella continentale. Ciò avviene analogamente nei rapporti interpersonali, quando due persone si scontrano quella più debole cede e sprofonda. Ciò può dare origine in natura alle fosse oceaniche e in ambito relazionale all'abissamento del rapporto...
Viceversa ci sono anche fenomeni di orogenesi che si creano o tramite i vulcani o tramite lo scontro tra due placche. Anche l'amore, come il fuoco del vulcano, da vita a rapporti che emergono e sono resistenti come le rocce! Si tratta di fenomeni di amorogenesi...